“Il piccolo principe” è un breve romanzo – si può bene definirlo un racconto – pubblicato dal conte de Saint-Exupéry nel 1943, un anno prima di scomparire senza lasciare alcuna traccia di sé. Il libro è arricchito dagli acquerelli dello stesso autore, celebri almeno quanto la storia che illustrano.
Un aviatore è costretto ad un atterraggio di fortuna nel deserto del Sahara. Mentre è alle prese con la riparazione del guasto, gli si avvicina un bambino dall’età imprecisata, che gli rivolge richieste stravaganti e che rivela di provenire da un piccolissimo pianeta di cui era l’unico abitante. Dopo un approccio iniziale difficile, tra il piccolo principe e l’uomo nasce un’amicizia intensa, rivelatrice, per entrambi, del significato dell’esistenza. L’aviatore riesce infine a riparare il suo aereo, ma deve contemporaneamente dire addio al suo piccolo amico, che, morso da un serpente, cade tra la sabbia senza fare alcun rumore. Il giorno dopo il suo corpo è scomparso.
Luci sfuggenti della città
che si addormenta.
Finti fiori nelle aiuole
e tristi alberi lungo le strade.
Alveari umani
stretti in fredde colonne di cemento
si spengono uno dopo l'altro.
Ma mai del tutto...
Il buio completo alla città è negato...
Come per il cielo:
sempre spolverato di
miliardi brillanti stelle...
Quasi a ricordarci
la grandezza dell'eternità...
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Nave in rotta sull’abisso,
che incontro vai
a destini inconoscibili
e terribili,
fermati in tempo
prima del precipizio,
non sai quale diabolica trappola
ti attende,
ritorna subito sui tuoi passi
prima che sia troppo tardi;
convinciti che questa rotta
è quanto di più esiziale
si possa immaginare,
convinciti in tempo
che così navigando
faresti morire nell’incubo
passeggeri ignari
dell’evento terrificante
che li attende.
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spargersi su prati umidi di brina...
E una luce pallida
filtrare dai vetri appannati...
Un silenzio irreale
avvolge
questa notte di plenilunio.
Notte per pensare
e notte per sognare
ma anche
notte per ritrovare se stessi
fuggendo dalla sciocca
frenesia del giorno...
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