Il tempo ti ha sì cambiata, ma estremamente in meglio, la tua voce l’ho percepita ancora più dolce e ho la certezza che anche il tuo cuore sia fortemente vivo, vigile, contento e molto emozionato, come il mio, del resto.
Aver ritrovato una cara amica come una sorella è un dono immenso, che non ha prezzo e che il tempo ha tenuto intatto, non l’ha sgualcito, anzi ha aumentato il suo contenuto, in modo indescrivibile e immenso!
Roma, 20 giugno 2008
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Folate potenti di un vento gelido scuotono l’aria
Ripido come un muro di ghiaccio
è il sentiero verso la felicità..
ma il desiderio profondo di ognuno di conquistare la vetta
è tale da spingerci ad ignorare le difficoltà e gli sforzi,
intraprendendo con fiducia la scalata …
Taluni però si fermano a metà strada sconfitti dalla fatica.
Altri proseguono tenacemente fino alla vetta in solitudine, ne ammirano il paesaggio per un istante ma poi, colti dalle intemperie, sono costretti a lasciarla cercando rifugio a valle.
Altri ancora, raggiunti in gruppo la vetta, capiscono di non essere in grado di dividere quello stretto spazio con altri e, anziché godersi il panorama, sprecano il loro tempo di sosta lassù in inutili polemiche..
Molti poi sono quelli che, coscienti di non poter affrontare la scalata,
vi rinunciano e restano ai piedi della montagna con in naso all’insù
accontentandosi dei racconti di chi sulla montagna c’è stato.
Infine, c’è chi ignora del tutto gli scalatori
ed alle preziose stelle alpine preferisce le umili margherite del proprio prato.
Forse dei tutti è questi il più felice..
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All’improvviso, giorno per giorno, i problemi irrisolti, i dolori fisici e morali, i profondi e cupi pensieri, la malinconia e tristezza più profonde ci accompagnano nei meandri più oscuri…………….. sino a finire in un tragico vortice, che raccoglie tristemente le terribili umane angosce.
Scritta il 14.7.08
Completata il 15.7.08
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Autore: Finazio
Martin Kippenberger è stato un grande artista tedesco il cui vissuto è stato caratterizzato da forti tensioni interiori e tormenti esistenziali. E’ morto 11 anni fa, ad appena 44 anni, lasciando un discreto patrimonio di opere. Una di queste raffigura una rana crocifissa, con un boccale di birra in una mano ed un uovo nell’altra. L’autore l’ha definito un autoritratto nato da un periodo buio ma nel tempo il messaggio dell’opera si è evoluto diventando simbolo del mitteleuropeo tipicamente ubriacone e blasfemo in privato ma integerrimo cattolico in pubblico.


Insomma l’artista non intendeva creare un’opera blasfema, al contrario si scagliava contro l’ipocrisia di chi bada più all’apparenza che all’essenza delle cose. Chiunque colga il significato dell’opera non può che essere d’accordo con lui. Si tratta quindi di un’opera in difesa della religione nel senso più puro, non contro di essa. Ma per cogliere il significato dell’opera bisogna, per l’appunto non fermarsi all’apparenza ma al contenuto, interpretare il significante per giungere al significato. Impresa che appare per l’appunto disperata per una parte ben definita dei cattolici che l’artista ben conosceva.