Da MenteCritica
Autore: Finazio
Martin Kippenberger è stato un grande artista tedesco il cui vissuto è stato caratterizzato da forti tensioni interiori e tormenti esistenziali. E’ morto 11 anni fa, ad appena 44 anni, lasciando un discreto patrimonio di opere. Una di queste raffigura una rana crocifissa, con un boccale di birra in una mano ed un uovo nell’altra. L’autore l’ha definito un autoritratto nato da un periodo buio ma nel tempo il messaggio dell’opera si è evoluto diventando simbolo del mitteleuropeo tipicamente ubriacone e blasfemo in privato ma integerrimo cattolico in pubblico.


Insomma l’artista non intendeva creare un’opera blasfema, al contrario si scagliava contro l’ipocrisia di chi bada più all’apparenza che all’essenza delle cose. Chiunque colga il significato dell’opera non può che essere d’accordo con lui. Si tratta quindi di un’opera in difesa della religione nel senso più puro, non contro di essa. Ma per cogliere il significato dell’opera bisogna, per l’appunto non fermarsi all’apparenza ma al contenuto, interpretare il significante per giungere al significato. Impresa che appare per l’appunto disperata per una parte ben definita dei cattolici che l’artista ben conosceva.

In questi giorni c’è stata l’apertura in grande stile del nuovo Museion, il museo d’arte moderna della città di Bolzano, costato 30 milioni di euro. Nell’atrio dell’ingresso è stata collocata proprio l’opera di Kippenberger raffigurante la rana crocifissa. Per i vertici del museo era forse una scelta obbligata accogliere i visitatori con un’opera di uno dei massimi artisti della regione, che in questo caso ha anche una connotazione auto ironica. Ma apparentemente, complice anche l’imminente visita del Papa in città, nessuno ne ha colto (o voluto cogliere) il senso.

Il presidente provinciale Luis Durnwalder ha chiesto la rimozione dell’opera: “Si tratta di un’offesa”, lasciando anche intendere che l’artista era in realtà completamente pazzo: “Si tratta di un grande artista il cui vissuto è stato però caratterizzato da forti tensioni interiori e in questo caso sembra che egli abbia passato il segno”.
Il presidente del consiglio regionale Franz Pahl addirittura minaccia lo sciopero della fame.
L’assessore provinciale alla cultura Sabrina Kasslatter Mur invoca: “Toglietela, ci offende, non siamo a New York“, tanto per far comprendere dove bisogna spostarsi perchè l’arte abbia la libertà d’espressione.
Giuseppe Betori, segretario della Conferenza episcopale, ha detto: “Siamo rammaricati per la fine del dialogo tra mondo dell’arte e mondo religioso”. Ma certo, in fin dei conti siamo nel paese della Pietà di Michelangelo, della Cappella Sistina e dei musei vaticani, per la Chiesa il dialogo col mondo dell’arte consiste in: io ti pago e tu produci.
Il vescovo Wilhelm Egger ha affermato “I sentimenti religiosi hanno il diritto di essere rispettati. La rana crocifissa esposta al nuovissimo Museion d’arte moderna ha stupito tanti visitatori del Museion e li ha feriti nei loro sentimenti religiosi. Una mostra di opere simili non aiuta alla pace tra le culture e le religioni”.
Il presidente di An Alessandro Urzì parla di “atti blasfemi da parte degli autori”.
Dal canto suo Il Giornale, come sempre distinguendosi con l’analisi più approfondita, chiede provocatoriamente perchè, come al solito, si sfotte la religione cattolica e non quella islamica. Domando: forse perché gli altoatesini che voleva sfottere Kippenberger sono cattolici?

I vertici del museo hanno cercato di correre ai ripari prima contornando l’opera con una serie di schede esplicative nel tentativo di spiegarne il simbolismo recondito, ma quando hanno poi capito che le schede andavano prima lette e poi comprese si sono arresi all’evidenza dei fatti ed hanno coperto l’opera con dei giornali, simbolico pietoso velo sulla libertà d’espressione e sulla possibilità di avere una mente critica, dando indirettamente decenni dopo, inequivocabilmente ragione al pensiero di un artista forse tormentato ma sicuramente lucido. Perchè gli artisti sono sempre più lungimiranti dei politici e dei cattolici ipocriti. Se poi le due cose corrispondono …
Fonte: MenteCritica
