Esiste nel Vangelo di Marco la narrazione di un miracolo di Gesù davvero strano e misterioso, un miracolo pieno di dettagli curiosi e inquietanti che debbono far riflettere. Si tratta della guarigione di un sordomuto e si trova precisamente al Capitolo 7, versetti 31-35.
Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
Tranquilli, non è una minaccia!
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Ecco a voi il bel tenebroso stile godfather...
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Leggendo attentamente Luca 7,11-17 sovvengono delle riflessioni basate su interpretazioni leggendarie ed eterodosse che debbono venire prese in considerazione, in quanto questo presunto avvenimento “miracoloso” potrebbe essersi svolto secondo modalità assai diverse da come viene raccontato.
Il passo citato recita in questo modo:
In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano strada con lui i discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!”. E accostandosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!”. Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo”. La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.
[Vipom] Narra una famosa leggenda che l’origine della religione cristiana andrebbe ricercata in uno strano sogno fatto da San Paolo nel momento in cui stava perseguitando i primi cristiani.
Si racconta che quando si svegliò da quel sogno i suoi familiari rimasero sbalorditi a vederlo come esterrefatto, impaurito, stordito, tremebondo, in pratica completamente sconvolto e irriconoscibile. Come per scusarsi del suo stato, egli allora raccontò loro di aver visto in sogno una sorta di Angelo di Luce che con uno scudo (sul quale campeggiava una croce rossa da cui gocciolava del sangue) era intento a proteggere vigorosamente i cristiani dalla sua spada, mentre una voce tonante lo ammoniva e minacciava di ucciderlo qualora avesse continuato nella sua opera di persecuzione.
Fu questo sogno che avrebbe consigliato San Paolo a dimettersi dai suoi compiti e a darsi allo studio della storia e della figura di Cristo.
[Vipom] Racconta una leggenda che un giorno il famoso scienziato Darwin, ragionando sulle sue ultime scoperte evoluzionistiche, ebbe come un’illuminazione, trasformandola in una sorta di parabola, la parabola delle scimmie.
Un giorno, all’improvviso, mentre le scimmie saltellavano nella foresta da un albero all’altro, una di esse, la più evoluta e intelligente, decise di sfidare i pericoli del suolo dove pullulavano animali ferocissimi e così si tuffò a terra e rivolgendosi ai compagni disse loro: “Guardate che non possiamo vivere tutta la vita sui rami degli alberi, il futuro attende, dobbiamo trasformarci in esseri agenti e pensanti in maniera da garantire il nostro futuro”.
Le altre scimmie la guardarono stupefatti e le fecero capire che era meglio stare al proprio posto, la vita era garantita mentre scendendo a terra avrebbero dovuto affrontare pericoli e inconvenienti molto seri. Ma la scimmia intelligente non si fece scoraggiare e disse: “Ma se noi non scendiamo a terra e non diventiamo uomini, che cosa diranno di noi? Come si potrà scrivere il libro della vita, il libro dell’evoluzione, il libro degli alti pensieri umani, come potremo parlare di Dio, di religione, di scienza di politica ecc.? E’ necessario scendere, altrimenti la storia si fermerà ad un mondo scimmiesco e tutto si perderà nell’oblio. Dio ci attende, dobbiamo fare il nostro dovere fino in fondo”.